Alcuni (parecchi) anni fa sono stata scartata dalla Chrysler, che non mi volle nel suo stand al Motorshow, per ricoprire l'indispensabile e ben pagato ruolo di bella figa da fiera. Motivazione: non raggiungevo i 170 cm. (Poi, per altre ragioni, sono falliti. Ma quanto mi dispiace!)
Oggi scopro che neanche Gheddafi mi avrebbe inclusa nella rosa delle allieve della sua improvvisata scuola Coranica, per il medesimo motivo. E dato che Pierluigi Battista ci incita alla rivolta obbedisco e faccio quello che posso (cioè un post sul blog e nulla più).
Sento però di dover sottolineare due cose: pur avendo posto il veto dell'altezza, il colonnello ha chiesto taglie 42. Ora, visto che da anni ormai ci assillano con le taglie 38, direi che quella della 42 è una troppo generosa concessione. Grazie Colonnello.
E poi, giustamente Battista fustiga coloro che non alzano la voce di fronte allo sfrontato maschilismo del leader libico, ma centellinano l'indignazione riservandola tutta "al solito Nemico di cui è persino superfluo fare il nome".
Concordo, però vorrei anche ricordare, che i due non a caso sono amici.
Sarò ormai vecchia e refrattaria alle innovazioni (oggi più di ieri e meno di domani)... ma posso dire che mi da' noia questa moda, neanche tanto nuova, di inserire video ovunque??
Mi da' noia aprire il sito di un quotidiano, andare su un articolo "Intervista con...", cliccarci sopra e scoprire che è UN VIDEO. Mi da' noia chi pubblica VIDEO-Post, chi intasa Facebook di VIDEO di Youtube...e soprattutto mi da' noia quando per aprire questi video caccosi mi chiedono di scaricare programmi, aggiornamenti e ammenicoli vari.
Oltretutto è una grave mancanza di rispetto nel confronti dell'utente che, come me, legge mentre fa altro, al lavoro o dove capita; non è che si può sempre sparare l'audio.
Il video è villano, rumoroso, ti obbliga a seguirlo costantemente e al tempo stesso è più "volatile".
No, ditemi se sbaglio....
E poi mi da fastidio (un fastidio polveroso e muffito da vecchio preside di liceo) come tutto ciò che è definito dinamico, democratico e non necessita neanche della competenza basic di formulare una frase soggetto + verbo + complemento oggetto.

Qui
una piccola (ma significativa) parte delle foto di Honolulu.
...ritornano proprio quando meno te li aspetti.
E io che pensavo di avere esaurito le pile della capacità di scandalizzarmi, questa mattina mi sconvolgo sempre più a ogni parola che sento e leggo.
Passato indenne il caso Marrazzo, le polemiche sui crocifissi, il caso Cucchi, le esternazioni di Giovanardi sul caso Cucchi, pensavo di essere in una fase di cinico rilassamento.
Ma questi ora vogliono cancellare centinaia di processi. Ma esiste una paese al mondo che ha anche solo pensato di annullare dei processi in corso??
E vogliono farlo con una formula che sul Corriere è sintetizzata perfettamente: “Strangola in culla i processi per gli omicidi colposi in ospedale, ma garantisce tutto il tempo per giudicare un borseggio sull’autobus”. Per togliere ogni dubbio, tra i reati gravi hanno lasciato l’immigrazione clandestina. Quindi, dato che lo sfruttamento della prostituzione l’hanno mantenuto tra i reati che verranno condonati, la prostituta ukraina può continuare ad essere processata, il suo protettore no.
Di fronte a tutto ciò viene voglia di arrendersi e dirgli: Ok, hai vinto tu, volevi l’immunità? Eccola, vai in pace. Sei libero. Ma non portare con te anche gli imputati della Thyssen, della Eternit, i furbetti del quartierino e l’amico Tanzi. Che resti almeno qualcuno ad essere giudicato per le sue azioni.
Intanto, in una giornata come oggi, nella quale sui siti compaiono questo tipo di notizie, quella più cliccata su Corriere.it è ancora “Cellulari, provati "effetti" sul cervello”.
Questo mi fa temere che sì, lo studio in questione ha sicuramente ragione; i cellulari devono avere effetti devastanti sul nostro cervello.
Una delle cose sulle quali riflettevo nel mio ultimo viaggio è che gli americani sono gentili. Gentilissimi. Lo si vede proprio dalle piccole cose. Quando qualcuno ti urta, subito scatta “Sorry, sorry, excuse me, sorry” e sorride. Questo accade anche quando non si capisce se ti ha urtato lui o l’hai urtato tu. Capita anche quando è palese che l’hai urtato tu.
Da noi no. Io una volta ho avuto la disavventura di imbattermi in un tizio su via Indipendenza che mi ha sbattuto contro e si è messo a urlare: “Guarda dove vai, testa di cazzo!!!”. Quello forse era un caso limite (appena licenziato? appena scoperto cornuto? chissà) ma in linea di massima in Italia è così: Se sei stato urtato puoi aspettarti, svagata indifferenza, se sei stato tu ad urtare, uno sguardo carico di disprezzo e spesso anche un rimprovero più o meno a mezza bocca. Quando si è nel dubbio su chi è stato, entrambi caricano lo sguardo di disprezzo e lo puntano eloquentemente verso l’altro.
Così il America io ci ho messo un po’ ad abituarmi: appena qualcuno mi urtava, scattavo subito sull’attenti, per parare l’eventuale aggressione, che però non arrivava mai. Sempre solo “Sorry, sorry, excuse me, sorry” e sorrisi. Così dopo un po’ mi sono rilassata.
Pensavo “Non sarebbe bello importare questo atteggiamento? E quando qualcuno mi urta/lo urto/ci urtiamo potrei partire per prima con “Scusa, scusa, mi dispiace, scusa” e sorrisi. Riflettevo sull’opportunità di fare il primo passo. Di dare l’esempio.
(E poi l’esempio, non ci si crede ma funziona. Abbiamo dormito a Waipio in un B&B ecofriendly; tutto biologico, ecologico, energeticamente risparmioso. In sala c’era un contenitore per le bottiglie in plastica. Noi, che le nostre le avevamo buttate senza guardare nel cestino in camera, appena ci siamo accorti le abbiamo subito portate nel contenitore (con gli occhi un po’ bassi anche), Massi ha addirittura consegnato alla proprietaria delle pile che avevamo gettato allegramente insieme a tutto il resto)
E uno riflette su queste cose in viaggio e il viaggio serve anche a questo.
Poi però torniamo a casa, riprendiamo soliti ritmi e ci rendiamo conto che il più delle volte siamo troppo pigri per essere il cambiamento che vorremmo vedere avvenire nel mondo (come diceva quello là). Così tutto resta come prima e non potremo mai diventare gentili come gli americani.
(Forse, grassi come loro, quello sì)

A qualcosa di simile, pensava contemporaneamente Beppe Severgnini