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Il nick RossaNaturale è frutto di un’articolata catena di libere associazioni che, come le barzellette, non ha senso spiegare. In ogni caso, non ha nulla a che veder col colore dei capelli. A causa della fretta, dell’astigmatismo e della svagata natura dell'autrice, questo blog è un santuario di refusi. Fatevene una ragione.

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domenica, 29 giugno 2008

Viaggio in India 3

12/13 Notte

Dunque abbiamo fatto tutto come guida comanda. Ovunque c’è scritto che bisogna visitare l’India con tutti i mezzi pubblici; così stanotte andiamo a Udaipur in treno. Come si può immaginare, le stazioni indiane sono qualcosa di inimmaginabile. La povera gente che viaggia in seconda classe sta come in un carro bestiame. Ancora peggio stanno quelli nelle carrozze “sleeper” che sono stipati l’uno sull’altro come polli di batteria. E ancora (più) peggio stanno quei tanti che dormono sui marciapiedi della stazione e non hanno neahce un treno da prendere.

13 Udaipur
La notte in treno è andata abbastanza bene. A parte un losco figuro che metteva con insistenza la testa nello scompartimento e mi guardava. Ho dovuto chiamare Massi, dormiente, tre volte prima che si svegliasse. C’è di che star tranquilli...Udaipur è una cittadina incasinata (come tutto in India)  ma bellissima sulle sponde del lago Pichola. Qui parecchi anni fa è stato girato il film 007 Octopussy, e gli udaipuresi ancora ne parlano di continuo.  Ci sono mille bottegucce che sono una gioia per gli occhi (e per lo shopping).

L’artigianato indiano: Il più grosso limite dell’artigianato indiano è che la maggiorparte di esso è già sbarcato da anni sulle bancarelle degli sballoni. Potrei comprarmi una gonna o un paio di orecchini del Rajasthan e dire tranquillamente che li ho presi in montagnola.  Del resto i commercianti indiani farebbero passare la voglia di shopping anche a Sophie Kinsella. Se non compi nulla fanno la lagna, se compri qualcosa perché non lo compri più grande, se la compri più grande perché non ne compri due...Una palla. Per il momento acquistatoqualche miniatura da incorniciare nella nuova casa. Massi ha, nei confronti dei souvenir, il borsellino più facile di me. Buono a sapersi...

A Udaipur abbiamo dormito in una haveli per festeggiare il nostro anniversario. Abbiamo visitato il bellissimo CityPalace, abbiamo girato il mercato (un’esperienza multisensoriale fantastica) e ci siamo fatti fare il massaggio ayurvedico.

INDIA 157
15 - Sveglia all’alba e in partenza per Jodhpur. A Udaipur siamo stati così bene che avremmo voglia di rimanere, ma la strada è ancora lunga, bisogna che si parta. Il bus era decisamente di quello Delhi-Agra. Oddìo... un po’ meglio.
Di primo acchito Jodhpur è stata deludente. Traffico, smog, casino. Inoltre ci sono pochi degli animali che già ci siamo abituati a vedere ovunque per strada (A Udaipur abbiamo incontrato anche due elefanti, sormontati dall’inevitabile santone di 35 chilogrammi di peso e dall’ugualmente inevitabile seguace, che appunto “segue” a piedi e chiede soldi ai turisti che fotografano l’animale, nello specifico noi).
Ma tanto bruttina è Jodhpur tanto belli sono i suoi dintorni. Il forte Mehrangarh (nella foto) subito fuori dalla città è veramente maestoso e bello, così come il mausoleo Jaswant Thada e l’Umaid Palace (dove ancora risiede l’attuale maharaja...,però noi non l’abbiamo incontrato durante la nostra visita. Forse era fuori a fare delle compere...
meherenghar

I Maharaja: I Maharaja (la cui legittima moglie si chiama Maharani) esistono ancora. Naturalmente non hanno più potere politico ma sono ancora molto-ma-molto ricchi. Il loro mestiere attuale è la beneficenza, le attività culturali, l’amministrazione e la promozione (anche attraverso fondazioni) del loro smisurato patrimonio. Molti dei palazzi e dei forti che abbiamo visitato sono ancora di loro proprietà.

Nel centro di Jodhpur abbiamo girato poco, stroncate le nostre buone intenzione dai nugoli di noiosi che vogliono attaccare bottone con noi e poi trascinarci nella bottega dello zio, del padre, del fratello. Questa discutibile tattica di direct marketing è inevitabile in tutta l’India ma a Jodhpur i commercianti sono noiosi come tafani.
18 johdpurAbbiamo cenato entrambe le sere all’“On The rocks” un ristorante turistico e con poca anima, ma bello, pulito e con del buon cibo. L’eccesso di spezie della cucina indiana inizia a fare i suoi nefasti effetti sul nostro apparato gastrointestinale. Tra poco partiremo per Jaisalmer, la città “d’oro” nel deserto del Thar ai confini col Pakistan. Le nostre aspettative sono alte e fortunatamente questa volta non andranno deluse...





Sopra Jodhpur (vista dal Mehrengarh)

omino narghilèUna fumata di narghilè a Jodhpur.

Attenzione!
per le foto ho creato un album su Flickr.
Sono una cinquantina, non tante... Se ve ne importa almeno un po' andate a visitarlo qui:
(e' una tale fatica fare un album su Flickr!)

E qui il reportage di Massi, più "professionale" e con meno refusi...
postato da: RossaNaturale alle ore 22:49 | link | commenti (1)
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Commenti
#1   08 Luglio 2008 - 15:52
 
bello il reportage - anzi, i reportage, ho letto anche quello di Massi, belle le foto.
Inutile ribadire che hai una scrittura piacevole.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vuminch1

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