
Mi dispiaciace non essere più in America per il Thanksgiving. Avremmo festeggiato con una porzione di tacchino in qualche steakhouse e forse finalmente avrei scoperto cosa si cela in quel ripieno. Questa festività lì è sentitissima e anche se le ragioni sono tutte da ricercare nella storia degli Stati Uniti, credo in quest’epoca della gnola esistenziale universale (conosciuta qui a Imola col peculiare termine di “maletta” ) farebbe bene un po’ a tutti praticare con una certa regolarità l’esercizio della gratitudine. Ergo, anche sulla base delle riflessioni recentemente stimolate dal questo bellissimo post della Ladra, festeggio a mio modo e nel mio intimo e privato spazio blog il Giorno del Ringraziamento:
Per essere arrivata a casa sana e salva dopo il volo Amsterdam-Milano di domanica sera. Non era assolutamente una cosa scontata
Per quell’uomo che ha scelto di condividere con me i suoi progetti per il futuro e la sua casa. Anche questa cosa non era assolutamente scontata.
Per i bagagli che non ci hanno perso all’aeroporto e per quelli che, dopo avere perso, hanno ritrovato.
Per i gatti che mi divertono e mi scaldano i cuore, a volte anche i piedi.
Per i pezzi di pianeta che sono riuscita a vedere e che ho amato e che mi hanno persuaso che quello in cui vivo non è il migliore dei mondi, nemmeno il peggiore e soprattutto mai l’unico possibile. Per i pezzi che vedrò in futuro, anche se sembra un’espressione da congedo formale, ringrazio anticipatamente.
Per lavoro che mi ha permesso (quasi sempre) di spendere il mio tempo in attività delle quali intravvedevo il senso e l’utilità
Per i miei nuovi jeans freschi di outlet grazie ai quali oggi ho proprio un bel culo e scusate se è poco...
